lunedì 13 ottobre 2014

O Fortuna ovvero la bellezza


"O Fortuna
velut luna
statu variabilis,
semper crescis
aut decrescis;"

O Sorte
come la luna
tu sei variabile,
sempre cresci
o decresci;


La bellezza,
ieri pomeriggio.


Un'ingordigia di suoni,
note che s'espandono,
percussioni in eccesso,
melodia 
che si appoggia alla poesia.

Un'essenzialità di silenzi 
e di voci,
pulizia di ritmi,
semplicità di parole 
che si inseguono.


La bellezza
è 
abbondanza
o
essenzialità?


Bello
 è un giardino
ridondante di colori,
elegante nelle tessiture verdi 
e nelle altezze
in un trionfo di forme?


Oppure è bello
un terreno lineare,
primario,
con punti focali
ben dosati nelle proporzioni 
e nelle figure?


E' bella 
la mia casa 
ricolma di dettagli,
luci,
tinte,
annuncio di una festa imminente?


Oppure è bella 
quando un'unica prospettiva
la attraversa,
sobria 
e lieve,
nella quiete di un mattino?


La bellezza
è forse
un equilibrio
 tra i due opposti,
un'armonia
di tanto e poco,
il meglio che si possa ottenere
in una realtà che si poggia
al nostro sentire di oggi.


Il concerto è terminato.
Speriamo che la bellezza
si ricordi ancora di me domani.



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