domenica 21 maggio 2017

venerdì 19 maggio 2017

Sorpresa...


Poi ti svegli e sai già che sarà una giornata pesante:
il solito lunedì senza tregua per intenderci.


Ti avvii al lavoro e vorresti stare tra le rose,


sei in auto 
e pensi alla delicatezza di certe cene
la domenica sera;


entri in classe e affronti meglio che puoi
l'ordine delle cose.


Torni a casa ed ancora sei assalito dalle incombenze
che ti attendono,


c'è un bel sole e questo ti rallegra,
comunque viaggi con la musica a tutto volume,
perché vuoi disperdere un poco i tuoi pensieri.


Prima faccio questo,poi...
tra uno sguardo alla Claire Matin ed uno alla rosa Damascena,
sono le due e sento dei passi.


Arriva il marito dal lavoro,
così immagini,
insolito,ma non impossibile,


ad ancora non credo ai miei occhi,
perché l'inaspettato apre la porta ed è capace 
di dare il giro all'intera giornata.


Un fremito,quasi un abbaglio
e Lorenzo,il mio ragazzo americano
mi abbraccia gridando :"Buona festa della mamma!!!!".


Dopo l'inevitabile quarto d'ora di commozione,
di baci,di euforia,


realizzo che è proprio mio figlio ad essere entrato in casa,
che la sorpresa ordita da lui ed il padre
è  andata a segno,
lasciando il resto della famiglia
a festeggiare e piangere
(anche non  in quest'ordine).


Ti svegli un'altra volta,
raccogli i tuoi miseri orizzonti
e li lanci nel cielo perché la giornata
diviene indimenticabile,
la segni sul calendario,
la vuoi vivere e rivivere
per gustarne la leggerezza e farne memoria.


Da quel momento il lunedì si trasforma.


Pure le rose acquistano una nuova fragranza
e non ti importa del resto,
senti solo d'essere felice.


Raccogli petali e corolle,
li vivi come se fosse la prima volta,
canti per nulla,


li sistemi a mazzi sul tavolo
pronti per essere appesi ed essiccati,


ridi da sola ed ascolti racconti di luoghi lontani,
ti circondi di bellezza
e ne sei consapevole.


Vorresti cantare,
ma troppe melodie si affollano intorno,
nulla è adeguato 
e neanche le parole bastano.


Tieni a mente 
ogni sensazione e  il resto scompare.


La sera impasti una torta di rose
e la casa si riempie di famiglia,
di risate e ricordi.


Non è il solito lunedì.


Una riflessione:
siamo pronti ad accogliere le sorprese,
piccole o grandi che la vita ci regala?

Le aspettiamo oppure ci lasciamo agire?


La sorpresa di non sedermi accanto,
 di sedermi e basta, di parlar agli altri 
e non guardarla mentre mi ascoltava,
 la sorpresa di parlare e basta, 
e tutto il resto del da farsi senza una sua parola,
 il da farsi e basta, mi faceva sbandare, la sorpresa.

da PensieriParole <http://www.pensieriparole.it/aforismi/libri/frase-118867


sabato 13 maggio 2017

Festa della Mamma 2017


C'era una volta
una maestra con il pallino del fatto a mano,
utilizzando quello che c'è,
anche le poche risorse
 che si possono trovare a scuola.


C'era una volta una maestra
che amava la poesia,
le similitudini,
le emozioni che passano attraverso le parole
e che provava ad infilare tutto questo
nei suoi giorni in classe,
tra i dettati e le letture,
tra i testi e i pentagrammi.

Credits
Le feste erano poi una sua ossessione:
come ricordare la Pasqua,
cosa portare a casa a Natale.


Pure i suoi allievi lo sapevano
e da giorni ripetevano:
"Maestra,che ci fai fare per la festa della mamma?".


In realtà,la maestra,
era già abbastanza pronta,
dopo serate sul web,
e dopo una ricerca attenta su cosa offrivano  armadi,
ripostigli,scatoloni
sparsi per l'aula.


Si ricorda che la maestra era ben poco ordinata,
ma ,in definitiva,
riusciva sempre a recuperare
il materiale necessario.

Credits
Dunque al termine di una mattinata
lei riuscì a commuoversi
leggendo certe descrizioni
e tenendo tra le mani
piccoli manufatti
creati con fatica da questi bimbi
molto digitali
e poco abituati
a tagliare,incollare,dipingere.


Storie di mamme
con i loro figli,
raccolte di desideri
che hanno lasciato di stucco la maestra.


Questi bimbi,
non volevano l'impossibile,
non viaggi ai Caraibi
o regali costosi,
ma un'ora al giorno
per fare una torta assieme,
per raccogliere le viole su in collina,
per fare shopping con la mamma,
soli,soletti
anche senza comprare nulla.

Possibile,
si chiese lei,
proprio questi alunni,
lanciati con velocità nel mondo,
tirati tra una lezione di tennis
ed un'ora di ballo,
che si addormentano spesso davanti alla televisione
e giocano con il cellulare dei genitori...

Proprio loro,
che descrivono con leggerezza e poesia
le loro mamme così tanto diverse
e lontane.

Ad alcune piacciono le uova e il verde,
ad altre il giallo e il silenzio.

Ce ne sono di alte e magre come un girasole,
e poi quelle con gli occhi come un'onda,
ed anche le amanti dei risotti,
pure con le ortiche o le fragole.


Dopo una tale scorpacciata
di emozioni,
la maestra avvolse il regalo con un nastro,
lo spruzzò di profumo,
preso in prestito alle rose,
quelle che stanno esagerando in colore e forme
nel suo giardino
e li vide uscire 
leggeri e contenti.


Ed è per questo che  le piace,
che ogni tanto si diverte.
Come quando inserisce un intruso
tra le piante spinose di Noah
o si trova senza parole
(e non è una cosa facile)
allo sbocciare
di una rosa
che ha atteso per un anno.

C'era una volta una maestra,
che era anche mamma
e ne aveva di motivi per cui essere felice,
le vennero subito in mente quattro nomi
e il suo regalo con il nastro fu pronto.


Maria Sole,
Benedetta,
Lorenzo,
Tommaso...

Happy Mother's day



domenica 7 maggio 2017

Our DIY live edge cedar dining table:ossia l'albero in casa


Allora,
cominciamo dall'inizio.


A febbraio abbiamo visto
questa lastra di Cedro del Libano
abbandonata in una segheria
ed è stato
amore a prima vista.


E' venuta a casa nostra
e per più di un mese
il maritino
ci ha lavorato,
praticamente sempre da solo.


Prima l'ha levigato
a mano
e poi con mezzi meccanici
riempiendo il garage
di un polverino rosso.


Così è diventato lucido
con i bordi smussati,
togliendo le parti più grezze,
ma lasciando tutte le sue bellissime
imperfezioni.


Per giorni
ci siamo dedicati 
alla ricerca di una vernice,
olio o quant'altro
adatto alla superficie resinosa del Cedro.


Essendo un tavolo da cucina,
abbiamo optato per una vernice acrilica
 MaxMeyer,
satinata,
impermeabile
capace di proteggere il legno
durante cene,pranzi.


Dopo l'asciugatura,
la lastra era pronta,


ma naturalmente
mancavano le gambe:
belle di ferro,
ardite in vetro,
originali con il legno.


Insieme abbiamo scelto
un modello dal disegno particolare
che il maritino era capace d'eseguire.


Quando sono finite,
 a Pasqua,
non ci restava che  far salire
il tavolo 
attraversando una rampa di scale e
un pezzo di giardino.


Purtroppo,
i circa 200 kg
e 2,80 m di lunghezza
scoraggiavano anche i traslocatori
più intrepidi.


Fintanto che abbiamo conosciuto
una squadra d'omoni
incuranti del peso
e che,
pare senza sforzo ( wow!)
hanno messo il tavolo in cucina.


Dopo un giorno lungo al lavoro,


mi è parsa la sorpresa più
bella che potessi immaginare.


Ho un albero in casa,


come mi ha detto un amico,
e magari proveremo a contare
gli anelli dei suoi anni
(forse 250...).


Per ora voglio sempre
guardarlo,
toccarlo,
odorarlo
come fa un bimbo
con i suoi giochi
il mattino di Natale.


Di notte  sento
il suo profumo


con dentro il sole,
l'aria,
il cielo,
le nuvole,
il sussurro del tempo
posato
nel  legno.


Lo adoro.