domenica 25 settembre 2016

Cose belle


Cose belle,
cose brutte,
cose belle:
in tal modo  vanno avanti i giorni.


Così mi ha detto
una cara amica.
Dopo un tempo
colmo di bello,
di sole,
di vento,
di abbracci,
di mare e montagna,
di silenzio e moltitudine,
di risate e di emozioni forti,
dobbiamo essere pronti.


Non scoraggiarci,
imparare a trovare
cose belle nelle nostre giornate affannate
di lavoro,
invase spesso da 
cose brutte.


Sembra facile.


Magari si parte al mattino,
disegnando una piccola foglia cangiante
accanto alla data,
quella scritte su righe grandi e piccine,
perché dicono che oggi inizi l'autunno.


Poi si portano fuori
le ortensie
e ci si avvampa perdendosi nei loro colori.


Il primo rosso tra le foglie,
il bruno e magari una sfumatura di giallo,
questo è un gioco da macchina,
cioè da fare
mentre ti sposti,
insegui il tempo
con i pensieri sparsi 
tra ciò che hai lasciato
e quello che devi fare
tra poco.


In un pomeriggio
con qualche ora per te,
lasci circolare i pensieri,
ti affidi al crochet
per costruire
un mandala alla ricerca di quiete.


Naturalmente
vuoi l'autunno nei giri di cotone,
trovi qui il facile modello;
provi a ridere tra sole
e rete in cerchi.


Lo fissi ad una zattera di legnetti,
gli trovi un posto,
accanto all'intreccio di primavera,
e ti accorgi come sia capace,
con poco,
di illuminare l'ingresso di casa.


Cosa bella
appena aperta la porta,
se per caso non ne trovassi fuori.


Anche questi "morbidoni"  
lo possono diventare.


Più avanti.





lunedì 19 settembre 2016

Rain


La pioggia,
quando arriva da noi,
battente,continua,
da un cielo basso e nero,
porta via l'estate.


Si sa.


 Torneranno ancora
 giorni sereni e caldi,
ma nulla sarà come prima.


 Anche le colline,
gli alberi,
i boschi se ne sono accorti
e prendono quasi d'improvviso
nuovi colori,
sfumature di umido,
di venti freschi
che chiudono
un tempo.


Noi lo aspettiamo,
il momento delle sciarpe,


le maglie da trovare
in fondo all'armadio,
degli ombrelli
quelli spersi per ogni dove,
dimenticati
in auto o chissà dove.


Eppure
non è tristezza quella che portano le gocce.
Contro il parere di tanti,
a me piace quando piove.


Sentire l'acqua sulle foglie,
il tuono lontano,
la pioggia che vivifica un giardino
sopravvissuto a mesi d'arsura:
a volte mi accomodo sul limitare della porta 
per coglierla fino in fondo.


Questo nasce lontano.
Io e il nonno
stavamo ad aspettarla,
senza un riparo,
con il naso all'insù
per indovinare la prima goccia
e scappare,
ridendo.
Ricordo mille volte,
nella mia infanzia,
le corse
tra una nube e l'altra,
come diceva lui.


Anche se ora mi pare 
che lo scroscio sia più intenso,
non ho paura.
Anzi insegno a Noah a giocarci,
correndo sul terrazzo,
ridendo nel calpestare il bagnato.
Il tempo per asciugarsi,
per pulire le impronte di gatti 
e piccoli piedi
verrà dopo.


Nel sereno di domani
rifletterò sul da farsi:
magari è ora di portare in casa
mazzi d'ortensie,
vedeste che colori!


Like Rain it sounded till it curved by Emily Dickinson

Like Rain it sounded till it curved
And then I knew 'twas Wind -
It walked as wet as any Wave
But swept as dry as Sand -
When it had pushed itself away
To some remotest Plain
A coming as of Hosts was heard
That was indeed the Rain -
It filled the Wells, it pleased the Pools
It warbled in the Road -
It pulled the spigot from the Hills
And let the Floods abroad -
It loosened acres, lifted seas
The sites of Centres stirred
Then like Elijah rode away
Upon a Wheel of Cloud -
   
Come Pioggia risuonava finché non curvò
E allora seppi che era Vento -
Passava umido come un'Onda
Ma soffiava secco come Sabbia -
Quando si era ormai spinto lontano
Nella più remota delle Pianure
Un venire come di Schiere si udì
Che era davvero la Pioggia -
Riempì i Pozzi, allietò gli Stagni
Gorgheggiò per la Via -
Tolse lo zipolo dalle Colline
E lasciò libere le Acque -
Sciolse le terre, gonfiò i mari
I luoghi dei Centri rimescolò
Poi come Elia si allontanò
Su un Carro di Nuvole -



martedì 13 settembre 2016

Teepee


E poi siamo arrivati a due,
intendo gli anni del piccolo.
Come volati,
pieni di attimi indimenticabili,
di sorrisi,abbracci
ed ora di parole e scoperte.


Un amore travolgente
da costruire
mese dopo mese,
in grado di cambiarci tutti quanti,
di farci tornare bambini,
tra giochi , libri e avventure.
Quindi,
come trovare un regalo adatto
a lui,
alla sua voglia di tana,
al suo stare vicino vicino
per sfogliare pagine
o imbastire improbabili torri?


Come non ricordare
il piacere
che un tempo mi percorreva
nel cercarmi
e poi costruirmi
un luogo riservato,
al riparo,
solo mio.


Ho girato per negozi,
niente però risvegliava 
la mia  voglia di capanna:
troppo artificiali,
troppo di plastica.

Poi mi sono imbattuta
in lei,
che veramente la costruiva,
bellissima,
un vero complemento d'arredo,
non solo un gioco per bambini.


Sto parlando di una tenda,
o meglio di un teepee indiano.

Girando sul web,
mi sono imbattuta in un mondo
magico,
affascinante,
popolato da  queste tende indiane,
sparse e giganti in boschi o radure,
colorate o bianche ,
illuminate la notte,
piccole per starci da soli,

per farci un campeggio indimenticabile,
per sostare un minuto
tra le mura di casa.

Credits

Perfette per la calda estate,
ma anche irresistibili tra zucche e foglie
cangianti...


Praticamente quasi tutte made in Usa,
con centinaia di siti
che forniscono dettagliate istruzioni
per costruirsene una in proprio,
con poca spesa e molta,molta creatività.


Diciamo che sono stata tentata,
una vera novità per me,
forse una sfida,
ma poi ho desistito
per il poco tempo a disposizione
(sono tornata tra i banchi!),
ma non è detto che non ci proverò,
soprattutto dopo aver visto
il teepee da lettura...


"La voglio,la voglio,la voglio"
così ho detto e 
l'abbiamo ordinata.
 La sera della festa di Noah
è stata subito montata,
tra sbagli e faticacce
degne dei peggiori mobili Ikea:
si sa siamo nonni.


Il suo stupore
è stato il regalo più grande,
per noi.

video





venerdì 9 settembre 2016

Gatti



Dopo aver visto il gattino salvato dalle macerie,
mi sono resa conto di non aver mai parlato di loro.
In tre popolano la casa,
sono spesso padroni di divani e poltrone,
chiedono le nostre cure
e poi spariscono per intere giornate.
Si accoccolano vicino
per consolarci
con fusa e pelo morbido:
sono i nostri gatti.

Io a 5 anni con la nonna e il gatto
In realtà sono entrati presto nel mio mondo:
 quando ero bambina,
ne avevo  sempre più di  uno con cui giocare.
Poi ho atteso di avere una casa con il giardino,
lontana da strade trafficate
e loro sono arrivati.


Prima il più dolce,
dai molti nomi diversi,
sempre in sintonia con la crescita dei figli,
una volta Re,un'altra Woody o forse Bilo....
Un gatto molto affettuoso
ed anche cacciatore
che ci deposita le prede sul terrazzo a mo' di regalo.


Poi si è aggiunta la trovatella,
quella smarrita o lasciata per le vie,
che per molto tempo
ha avuto occhi spersi e una fame insaziabile.
Lei è diventata Mirtilla,
per certi suoi colori
e per le dimensioni del corpo piccino.

Una volta anche mamma

Infine si è presentato il gigante di casa
che non ha voluto seguire i padroni nel trasloco
e ci ha scelti ,ci ha adottati
trasformandosi in Django,
forse per il film omonimo 
che stavamo guardando in quei giorni
o forse perché 
suonava "grande".


Tutti e tre,
la sera,
sonnecchiano accanto ai nostri piedi
(o anche sopra in verità):
fanno parte di noi.


In questi giorni
ho trovato il tempo
per realizzare
il mio primo 
amigurumi serio
ed è nato
il gatto patata,
come l'han chiamato tutti.

Devo perfezionarmi.

Miao.