martedì 23 agosto 2016

Insieme raccontiamo (nuovo tentativo)



Ed ecco che ancora una volta partecipo
all'iniziativa di Patricia,
provo in sostanza a giocare con le parole
per continuare,concludere un incipit che lei ha scritto.
Questo era veramente "marino"
e mi sono divertita ad immaginarlo!
Giorni
sospesi tra  vacanze che si concludono e 
nuove pagine da scrivere
per il lavoro 
che ricomincia.

Si prova.


Il suo inizio.


Su una spiaggia, due uomini sulle loro sdraio, sussurravano. Uno dei due chiese all'altro: - E i due desaparecidos?
-Chi? Il Pg e il Mich? I fantasmi di quel blog.. come si hiama... Fanno le sabbiature – e indicò due cumuli di rena da cui spuntavano solo i piedi ad una estremità e i cavetti collegati a due ipod dall'altra. - ma... shtttt! Che se ci sente....
- Mou belin! Ma vuoi che ci senta fin qua? Mica sa dove siamo..
- Eh...miha sa dove siamo.... Maremma proustiana! Non mi fido. Ha orecchie e occhi dappertutto. Mai fasciassi la testa prima d'avella rotta ma....
- Uhm... c'hai ragione, belin.. Ti ghe ragiun
- E poi tu lo sai... home rompe i hohomeri quella, miha li rompe nessuno
- Speremu!
- Eggià! Un se ne pòle più!
Anche i due cumuli di sabbia ebbero un movimento sussultorio. Pure i desaparecidos tremavano a quella possibilità.
In quel momento, si alzò uno strano vento. Tutto era immobile. Non un granello di sabbia si spostava ma verso di loro avanzò un venticello rovente che fece cadere ai loro piedi un foglietto.
Incuriositi lo presero e lo lessero. Sbiancarono.
 
C'era scritto 



Terrorizzati si guardarono attorno.
- Nooooooooooooooooooo!!!!! - urlarono all'unisono.
Al loro grido, i due cumuli di sabbia scoppiarono come geyser buttando sabbia a metri d'altezza. Il Pg e il Mich furono dritti, bianchicci come latte solo i piedi arrostiti dal sole, in mano piadine e arrosticini.
Guardarono nella direzione indicata dagli altri e videro....


Come può andare a finire

Un piccolo  omuncolo dall'aspetto innocuo,pallido,smagrito con strani denti sporgenti ad abbozzare un sorriso.
Già,se si può chiamare sorriso quel ghigno beffardo che cominciò a solleticare l'aria di un pomeriggio afoso.
Non so chi dei quattro capì per primo,o forse chi ebbe il coraggio di guardare negli occhi quella presenza arrivata dal nulla,però quello che venne dietro rimase per sempre negli animi e tra le righe dei pallidi e dei prustiani da sabbia.
La voce che ne uscì si mescolò ai versi dei gabbiani,al solletico del vento,al borbottio dell'ipod dimenticato sotto un sole implacabile.



-Finalmente vi ho trovati,mie cari belin,ed ora dovrete ascoltarmi.
Attoniti i quattro,senza osare un movimento, attesero in silenzio.
-Sono il fantasma dei blog passati,quelli dell'inizio,quando si scrivevano frasi lunghissime,le immagini erano sfocate e gli argomenti si tentavano volta per volta...Vi ricordate quanti giorni per scrivere un post,per pensarlo e poi rimpiangere d'averlo scritto,perché non si andava da nessuna parte...Vi ricordate!!!
Gli amici,che poi non erano tali,ma in quel frangente si sentivano chiamati ad esserlo,annuirono,chi sotto l'ombra,chi con i piedi ormai perduti ,trafitti dai raggi UV .
Sì ,ricordavano le fatiche,le delusioni,gli errori...Ma allora era arrivato il giustiziere dei blog sbagliati,erano forse in pericolo,era meglio darsela a gambe?
Tali e tanti pensieri li attraversavano quando il ghigno riprese:
-No,non erano un problema gli errori,le mancanze,ma semmai c'era qualcosa che oggi avete dimenticato .
Eh,eh eh,lo sentite ancora l'entusiasmo dei primi tempi,il coraggio di scrivere,di riempire il vuoto di pagine virtuali?
Oppure vi siete impigriti e state ad aspettare chissà che cosa sotto questo cielo rovente,concludendo il nulla del nulla?
Il Pg e il Mich capirono per primi(strano) ed abbassarono la testa,da tempo infatti non facevano che nascondersi nella rena per abbandonare ogni pensiero,perdevano ricordi ed ispirazioni collegati ad una rete che li stava imprigionando.
Gli altri si alzarono dallo sdraio,forse colpiti veramente da memorie in parte cancellate e si accorsero che stando ritti le loro pigre certezze,i loro "ti ghe ragiun" avevano perso ogni valore.
Le sinapsi s'attivarono e vennero invasi da memorie, emozioni, immagini che loro stessi avevano creato un tempo,quando qualcosa di diverso li abitava.
-Questa storia la conosco,-declamò il primo uomo senza sdraio-adesso arriveranno altri due fantasmi e la cosa si farà dura,forse insostenibile per noi!
-Noooo!Il fantasma dei blog presenti e quello dei futuri...altro che hohomeri!!!Lo sapevo che sarebbe giunto per noi il momento dell'ora X !
Quest'ultima frase la gridarono in tre,finalmente svegli dopo tante dormite.
-Possiamo fermare tutto,farlo quando vogliamo!
-Sì possiamo ricominciare,trovare il nuovo che sta proprio lì davanti,tornare a scrivere,a sognare in grande e magari anche a sbagliare...
-Abbiamo la nostra possibilità,senza farci seppellire ...
-Ti ghe ragiun!!
Di scatto(da quanto non lo facevano?)si mossero tutti insieme...c'era un obiettivo,un'idea o forse tante,una decisione da prendere,una giornata da concludere e da cominciare.
Non so se fu il sole,il gran caldo d'agosto o i piedi arrostiti,ma ecco che si ritrovarono storditi,buttati a terra con ancora le cuffie al collo.
All'orizzonte nessuno.
Niente ometti,fantasmi o voci ,niente biglietto minaccioso.
Solo due sdraio comode di fronte al mare , due montagne di sabbia svuotate e quattro uomini con lo sguardo fisso .
Questo fu il loro punto d'inizio.






domenica 21 agosto 2016

L'acchiappasogni



Poi ti capita,
mentre sali in montagna,
d'incrociare un torrentello,


e tra le tante bellezze
che hai di fronte,
proprio loro
ti attraggono.


Tre rami nudi,
levigati da notti 
e stagioni,
bianchi e contorti,
sono immediatamente un tuo bottino
da riportare a valle.


Durante i passi,
quelli più dolci del ritorno,
ti immagini il loro utilizzo:
la nebbia attraversata dalla luce,
le nuvole
che si rincorrono,
la stanchezza di un giorno di cammino,
tutto mi porta ad una decisione.


E' giunto il momento
d'acchiappare
qualcosa di piacevole,
tenermelo stretto,
farne tesoro,
per quando sarà più difficile
incontrarlo.


Allora via,
vago per il web
e trovo le giuste ispirazioni:
ecco a cosa mi servirà uno dei rami.


In realtà
cerco 5 cerchi smontando un porta mollette di plastica
(Olimpiadi?)
e li rivesto con una semplice catenella
e poi
vi infilo la rete
che altro non è che un semplice centrino:
cotone bianco latte,
cotone bianco ghiaccio.


I modelli li trovo in giro
e li adatto alle dimensioni
delle miei cornici.


Non mi resta che aggiungere
dei nastri,
bottoni e
delle rose di stoffa.


Li appendo,
leggeri,
al vento della sera:
è venuto il tempo dei sogni.


Andiamone a caccia.

The dream catcher poem

Hanging by the window,
the dream catcher waits,
to catch me a dream, that's hopefully great.

Quiet and still, it waits in the night,
to catch a dream, traveling in flight.

Its web is of leather, its feathers light,
the magic it works, carries great height.

Will it bring me a lover, a funny story or song?
or, will it bring nightmares
where everything goes wrong...

The time is now near, for me to lie down
and wait for a dream that's happy and sound.

Dream catcher, dream catcher,
caution you please,
my heart is now calm, my mind is at ease

Go in the night and find what you will,
catch me a dream
that's meaningful and still....



La poesia dell'acchiappasogni

Appeso alla finestra
l'acchiappasogni attende
di afferrare un sogno per me, possibilmente grande

Calmo, immobile, attende nella notte
di acchiappare un sogno che viaggia nell'aria

Di pelle è la rete, leggere le piume
ed immensa è la magia che emana

Mi porterà un amore, una storia lieta o una canzone?
Oppure degli incubi
dove tutto va per il verso sbagliato

Il tempo ora è giunto per me di dormire
e attendo un sogno, che sia bello e fortunato

Acchiappasogni, acchiappasogni
prudenza, ti prego
il mio cuore ora è calmo, la mia mente rilassata

Va' nella notte e trova ciò che vuoi
acchiappami un sogno,


che sia importante e tranquillo




 

mercoledì 17 agosto 2016

Ferragosto


E dopo anni di tempo brutto,
finalmente è arrivato 
Ferragosto con il sole.


Ne abbiamo approfittato
andando in montagna:
Sestriere al concerto di Ferragosto.


Una giornata luminosa come non mai,
calda nonostante l'altitudine
(2100 m)
e soprattutto speciale:
uno perché si era ancora con il rampollo quindicenne
(rarità tra pochi anni)
e due perché non solo avevamo di fronte
paesaggi mozzafiato,


pinete odorose,
cieli spazzati d'azzurro,


ma la musica avvolgeva
la nostra moltitudine


accrescendo
la bellezza
dell'essere lì.


Di solito
questa festa 
mi preannuncia il termine delle vacanze,
il ritorno.


Nonostante manchino ancora dei giorni
per la ripresa del lavoro,
ricomincio
a pensare,
a progettare,
a considerare...
"Ma come farò a portare avanti tutte le attività 
che mi attendono a settembre?"


Seduta
in quella placida conca,
cullata da note
e vento,
ho pensato
che per il momento,
mi andava 
di stare ancora un poco
tra i sogni,
magari d'acchiapparne
alcuni
e metterli accanto alle rose ,
quelle
che sentono già il fresco della sera.


In un pomeriggio
è cresciuto
il mio dreamcatcher
da porta d'ingresso:


un cerchio da rivestire,
un centrino come quelli della nonna
da porre come rete,


alcuni pendagli
fatti di piume,
petali,farfalle e colombe di legno.


Ho voglia 
di restare a mezz'aria,
impigliata nel bianco di un'estate
bellissima e coinvolgente.


Tanto poi
i cieli cambieranno
sarà 
ovvio
cominciare.


E
 il sogno americano di Lorenzo?

Mi sa che dovrò impratichirmi
con gli acchiappasogni,
per tenerne un briciolo
con me.



domenica 14 agosto 2016

Una borsa di paglia,una pecorella e certe acque


In questi giorni pigri
di un'estate che scivola via,
neppure troppo calda,
mi fermo al pomeriggio,
pensando a piccoli progetti.
Le grandi idee
le lascio
per l'autunno.

Ed ecco una borsa di paglia, 
forse ormai esagerata
nei colori
e nel disordine dei suoi fiori
applicati :
guardandola
mi viene la voglia
di rinnovarla,
calmare i suoi colori ,
darle un significato diverso,
adattarla a quello
che sono io 
di questi tempi.


Naturalmente
giro sul web in cerca
d'ispirazioni
poi improvviso.


Ho avanzato del cotone 
nelle tinte sabbiose che tanto mi
ricordano il mare,
ed in poche ore
otto piccoli granny triangolari
sono pronti.


Non mi resta che fissarli
sui bordi della borsa,
ormai spoglia:
dopo aver provato con ago e filo,
ho deciso di usare la colla a caldo,
più sicura e più facile per me.
Aggiungo delle perline di legno
in cima ai granny,
con sottili frange.


Comunque si tratta di una borsa
per questi giorni estivi,
leggera e divertente.


Poi trovo
una pecorella
che s'era smarrita
nei miei scaffali
mai troppo ordinati
(singolare eufemismo),
mi sembra perfetta per accompagnarmi
in giro,
per non farmi pensare
a certe nostalgie
che sono solite posarsi
nei miei pressi.


Il risultato mi piace.


Come mi è piaciuto
questo.


Acqua di montagna,
10° scarsi...
indimenticabile.