lunedì 27 febbraio 2017

Insieme Raccontiamo 18



Come altre volte, voglio partecipare al gioco indetto da Patricia del blog Myrtilla's house.
Provo a continuare il suo incipit,mi prendo una pausa dal giardino,dagli affari di casa o scuola che mi inseguono e vedo se riesco a starmene in pace,con la mente nelle parole,nelle storie.
Accendo Battisti e parto...

Credits

Battisti nelle cuffiette cantava “c’è un treno che parte alle 7,40...”
Forse non erano proprio le 7,40 però il treno era lì, fermo come un cannibale vorace pronto a inghiottire chiunque gli si avvicinasse troppo. Pauroso, eppure invitante.
Doveva smettere di guardarlo e prendere una decisione. Salire o no?

Credits
Non che avesse molte alternative.
Tutti si aspettavano che salisse.
Era un'occasione unica.
Lo dicevano con forza i suoi genitori.
Lo ripeteva il ragazzo molto felice per lei.
Per non parlare delle amiche di scuola,quelle  che avrebbero voluto essere al suo posto.
"Al giorno d'oggi,con tanti che un' occupazione se la sognano,ti ritrovi l'impiego sicuro,il lavoro per la vita!"
Come un mantra se lo ripeteva.
E poi non era neanche lontano.
Poteva tornare a casa tutte le sere.
Il lavoro adatto per una ragazza che vuol mettere su famiglia.
Un bel ufficio in centro,le mansioni di una segretaria,magari la possibilità di fare anche un po' di carriera,di trovare amicizie di città:poco importa se la laurea conseguita i mesi prima non venisse presa in considerazione.
"Potremo sposarci,cercare casa e vivere felici e contenti".
In quel fumoso mattino,freddo di nebbia non le pareva così allettante il futuro fiabesco che partiva alle 7:40 dal binario 8.
Binario 8?
Con un balzo si tolse le cuffie e si mise a guardare meglio il tabellone lontano che pareva vivo :i numeri e le parole  ruotavano con l'incalzare del tempo.
Non mi dire.
Aveva sbagliato binario,questo non era il suo treno.
Doveva sbrigarsi,mancavano solo  pochi minuti .
Eppure le gambe si fecero di piombo.
La canzone era quasi finita,come il tempo delle scelte.
"Presto vai,fai presto...".
I suoi occhi si soffermarono un secondo di troppo sul vagone che aveva di fronte.
Immediatamente si immerse in paesaggi luminosi,in arie diverse,in lingue sconosciute ed abbracci ancora da scoprire.

Credits
Avrebbero capito.
Non subito però.
Ma questo non fermò i suoi passi.

domenica 26 febbraio 2017

Il tempo delle rose



 Come tutti gli anni,
in questi giorni del Carnevale
e dunque di vacanza,
mi dedico alla potatura delle rose
e possibilmente al riordino
del mio giardino.


Le gemme sono già evidenti
e quindi non è difficile scegliere
i rami da  lasciare
e quelli da  eliminare.

Questa volta ho deciso
di dare un taglio più drastico
ed accorciare piante
e forme togliendo 
le parti troppo vecchie
oppure secche
e dando aria a certi roseti
che se ne stavano indisturbati da tempo.


Anche le rose rampicanti,
le Climber più invasive
che si erano ormai ingrandite troppo,
hanno subito un bello sfoltimento.
C'è da dire
che questo lavoro,
sia pure faticoso,
mi piace.


Segna un nuovo inizio.

Guardando le gemme,
l'intrico di certi roseti,
provo ad indovinare
l'aspetto futuro,
i boccioli,
le fioriture di maggio.


Poi me ne sto fuori fino al tramonto.

Sento nuovamente il sole,
anche se non molto caldo,
e respiro qualcosa di diverso.


Il lavoro di potatura
mi fa sempre pensare:
cosa togliere,cosa lasciare
nella mia vita
spesso
troppo frenetica.
Mentre me ne sto con le cesoie in mano,
tra graffi e spine,
rifletto.
Mai come quest'anno
sento il bisogno di diradare,
di sfoltire,
di cercare la  gemma rivolta all'esterno.


Ho alcuni giorni davanti,
chissà se riuscirò
a dare un po' di forma,
di armonia all'intrico che sento
dentro me.
Poi ci sarà il falò da fare.
Con l'aiuto del maritino,
(si sa quanto adorino gli uomini 
occuparsi del fuoco!)
si bruceranno i legni,
si farà spazio,
potranno liberarsi nuove energie.


Con la mente riposata,
la sera,
continuo questo home made
all'uncinetto
con una magnifica lana rosa,
(non intendo ancora svelarne i tratti
anche perché non so se riuscirò
nel mio intento)
e magari impastare una semplice torta
seguendo in parte la ricetta di Maria Sole
ed anche  quella di Serena:
non è bella e non assomiglia alle loro crostate,
però è buonissima,
ma tanto.


Che il tempo delle rose,
mi porti un po' di chiarezza.

Buon Carnevale !

Io mi sono mascherata da giardiniere.

Credits



domenica 19 febbraio 2017

Colori freddi ovvero il tempo sta cambiando


Dunque,
anche questa volta,
sono arrivati quei giorni
in cui l'aria ha un colore diverso.


D'improvviso
la luce si allunga oltre la collina
e ti pare di cogliere
una gemma più ingrossata di altre.

Il canto dei passerotti
 si prolunga verso la sera
e torni a sorseggiare
il caffè del pomeriggio
sulla panchina del terrazzo:
fuori.


Magari stai andando in macchina,
tutta sola,
e vorresti condividere
la bellezza di alcuni tramonti
verso le montagne,
bianco degli alti profili
e
rosa,rosso ,turchese,viola
del cielo d'inverno.

Provi a fermarti,
a fissare lo sguardo verso
ciò che attendevi da tempo.


Allora via libera ad una nuova ghirlanda.
Stavolta fatta con il cuore,
cercando i colori
che più si accordano con questi tempi ancora freddi.


Piccole rose di lana leggera,
in pratica una catenella di 30 maglie,
ma anche di meno o di più,
perché i fiori sono sempre diversi;


poi un altro giro di una maglia alta e due catenelle
saltando due punti di base
ed infine negli archetti vuoti
un pieno di  quattro,cinque maglie alte,
fitte fitte
intervallate da due maglie basse alle estremità
degli spazi,
ovvero dei petali
tondi
di queste rose d'inverno.


Si avvolgono su se stesse,
si fermano vicine,
regalando freschezza
e un po' d'allegria
quando si passa innanzi:
in effetti
sono i giorni del carnevale.


Mi vien da sorridere.


Qualcosa di nuovo
ci aspetta.
Alziamo lo sguardo.

Chiesa di San Lorenzo a Torino










mercoledì 15 febbraio 2017

Il Cedro del Libano


Ci sono idee che ti raggiungono
poco alla volta,
un passo innanzi all'altro;
lentamente si fanno strada
fino a coinvolgerti.


Altre volte,
invece,
quasi d'improvviso
ti imbatti in un qualcosa mai visto,
almeno da te,
e ti innamori all'istante...
lo voglio,lo voglio.lo voglio
come da bambini.

Credits

Così
ti metti a cercare,
perlustri il web,
pensi,
misuri,
cerchi di convincere
i tuoi prossimi,
raccogli immagini
e decidi
con il maritino
affidabile
e matto quanto te
di fare due passi in alcune falegnamerie.


La prima,
"Forse non ho quello che cercate..."
"Però potrebbe esserci quella tavola gigantesca
lì da molti anni..
un Cedro del Libano centenario...".

Credits

Amore a prima vista
o forse a primo tatto:
ruvido,
aromatico,
rossiccio,
maestoso,
antico,
perfetto per la mia cucina.


Lui con la sua storia,
il suo essere così speciale,
quasi biblico
nell'essenza preziosa
che qui si vede per lo più in cima a colline
o in giardini monumentali.

Credits

Ti immagini di stare attorno
a meraviglie
che altri son stati capaci
di realizzare.

Credits






Adesso è a casa,


in attesa
d'essere un po' addomesticato,
con le gambe tutte da inventare
(prezioso il maritino!)
e soprattutto
con un peso non indifferente
da portare
fin su dove stiamo noi
e poi
una festa inaugurale
ci sta.


Mi studierò qualcosa.
Emozionata.


giovedì 9 febbraio 2017

Lana grigia e verde


Di solito,
prima mi spuntano le idee,
i desideri insopprimibili
e poi vado a cercare il materiale,
magari girando nei boschi
 o sulle bancarelle dei mercatini.


In alcuni casi ,però,
sono dei rami intrecciati su alberi spogli,
dei legnetti sul greto del torrente,
delle pigne o della farina macinata a pietra
a farmi scattare la scintilla.


Ciò è accaduto giorni fa con
cinque gomitoli
di lana rimasti invenduti,
soli e soletti in una vetrina.

In effetti è una lana grossa,
dai colori difficili,
un po' particolari,
tra il verde cupo e il grigio cielo.


"Che ci farai mamma ?",
così si è espressa la ragazza di casa,
tra il perplesso
e il divertito,
non condividendo  l' entusiasmo
e l'allegrezza che mi accompagna quando in borsa 
ho un uncinetto numero 12
e mille possibilità.


"Vedrò".
Ho trascorso la sera perdendomi in idee
e progetti,
poi ho inventato
qualcosa di leggero,
da vederci attraverso
per la luce che piano piano sta cambiando.


Praticamente una mantella
traforata
fatta di maglie alte doppie
e spazi di catenelle:
gli aumenti ai due lati opposti
creano le punte triangolari
davanti e dietro.

Cresce rapidamente
ed è pronta per avvolgermi,
morbida e calda
in un faticoso pomeriggio di lavoro.
"Non male.."
dice lei
e penso io
mentre mi infilo dalla porta.
Sarà meglio
ricordarsi delle scarpe.




Lorenza