sabato 27 maggio 2017

Vasi e pensieri


Quando ero piccola
mia nonna riempiva i balconi di fiori.

Credits
A maggio recuperava
i  gerani
tenuti in vita durante l'inverno,
e per un pomeriggio si lavorava
inginocchiati in un angolo del giardino
a cambiare la terra alle piante.

Credits
Solo quando ha cominciato a perdere le cose,
a dimenticare i nostri nomi,
i vasi sono rimasti impilati
nel sottoscala tra ragni e polvere.

Credits
Poi è venuto il mio turno.

Credits
Così ho  attinto 
alla sua ricca collezione di vasi in terracotta:
 rovinati,
bianchi di anni e di sole,
perciò molto belli per me.

Credits
Naturalmente con il tempo
e l'aumentare della mia famiglia
ho trovato altre soluzioni
per i miei fiori

Credits
e non mi vergogno a dirlo,
ho preferito alla terracotta,
i vasi di plastica:
di certo meno belli,
ma di sicuro più leggeri,
ed anche poco costosi.


Finita poi l'epoca dell'emergenza,
come chiamo io il periodo dei miei quattro tutti piccoli,


ho potuto dedicarmi con maggior costanza
alle  piante
e sono andata in cerca di idee 
per rendere più attraenti
i miei vasi.


Nel web ho trovato soluzioni d'ogni tipo,
ed anche nei garden shop vi è l'abbondanza dell'offerta,


ma ciò che più mi affascina 
sono le ispirazioni che vengono
dal riuso:
originali e alla portata di tutte le tasche.


Qualcosa che un tempo era altro
ed ora custodisce la peonia che non vuole fiorire,


il gelsomino appena sostituito
oppure l'ortensia Serrata che magari quest'anno
riesco a far fiorire di blu.


Dunque sono passata nei mercatini
e tinozze d'ogni forma 
sono diventate le mie fioriere d'estate,
per non parlare delle damigiane
che sul tavolo nuovo
raccolgono il meglio delle fioriture del giardino
(la rosa Caprice è imbattibile).

Naturalmente non ho resistito
e una l'ho anche riempita di luci
che si accendono la sera
(non solo a Natale dunque).

Credits
E se non basta
ci sarebbe anche la bici fioriera
oppure
il tronco con le viole del pensiero,


chissà,da farci un pensierino.

Spesso si guardano gli oggetti,
dagli usi più disparati
e le idee ti raggiungono,
almeno così capita a me,
ed anche molto spesso.

Se poi a casa 
arrivano degli ospiti americani,
sarebbe bello accoglierli
con delle petunie colorate
come benvenuto.

Credits
Vedremo.

Se ci penso bene,
non ho mai finito.








domenica 21 maggio 2017

Domenica pomeriggio

video

Certe domeniche le voglio trascorrere così.



venerdì 19 maggio 2017

Sorpresa...


Poi ti svegli e sai già che sarà una giornata pesante:
il solito lunedì senza tregua per intenderci.


Ti avvii al lavoro e vorresti stare tra le rose,


sei in auto 
e pensi alla delicatezza di certe cene
la domenica sera;


entri in classe e affronti meglio che puoi
l'ordine delle cose.


Torni a casa ed ancora sei assalito dalle incombenze
che ti attendono,


c'è un bel sole e questo ti rallegra,
comunque viaggi con la musica a tutto volume,
perché vuoi disperdere un poco i tuoi pensieri.


Prima faccio questo,poi...
tra uno sguardo alla Claire Matin ed uno alla rosa Damascena,
sono le due e sento dei passi.


Arriva il marito dal lavoro,
così immagini,
insolito,ma non impossibile,


ad ancora non credo ai miei occhi,
perché l'inaspettato apre la porta ed è capace 
di dare il giro all'intera giornata.


Un fremito,quasi un abbaglio
e Lorenzo,il mio ragazzo americano
mi abbraccia gridando :"Buona festa della mamma!!!!".


Dopo l'inevitabile quarto d'ora di commozione,
di baci,di euforia,


realizzo che è proprio mio figlio ad essere entrato in casa,
che la sorpresa ordita da lui ed il padre
è  andata a segno,
lasciando il resto della famiglia
a festeggiare e piangere
(anche non  in quest'ordine).


Ti svegli un'altra volta,
raccogli i tuoi miseri orizzonti
e li lanci nel cielo perché la giornata
diviene indimenticabile,
la segni sul calendario,
la vuoi vivere e rivivere
per gustarne la leggerezza e farne memoria.


Da quel momento il lunedì si trasforma.


Pure le rose acquistano una nuova fragranza
e non ti importa del resto,
senti solo d'essere felice.


Raccogli petali e corolle,
li vivi come se fosse la prima volta,
canti per nulla,


li sistemi a mazzi sul tavolo
pronti per essere appesi ed essiccati,


ridi da sola ed ascolti racconti di luoghi lontani,
ti circondi di bellezza
e ne sei consapevole.


Vorresti cantare,
ma troppe melodie si affollano intorno,
nulla è adeguato 
e neanche le parole bastano.


Tieni a mente 
ogni sensazione e  il resto scompare.


La sera impasti una torta di rose
e la casa si riempie di famiglia,
di risate e ricordi.


Non è il solito lunedì.


Una riflessione:
siamo pronti ad accogliere le sorprese,
piccole o grandi che la vita ci regala?

Le aspettiamo oppure ci lasciamo agire?


La sorpresa di non sedermi accanto,
 di sedermi e basta, di parlar agli altri 
e non guardarla mentre mi ascoltava,
 la sorpresa di parlare e basta, 
e tutto il resto del da farsi senza una sua parola,
 il da farsi e basta, mi faceva sbandare, la sorpresa.

da PensieriParole <http://www.pensieriparole.it/aforismi/libri/frase-118867


sabato 13 maggio 2017

Festa della Mamma 2017


C'era una volta
una maestra con il pallino del fatto a mano,
utilizzando quello che c'è,
anche le poche risorse
 che si possono trovare a scuola.


C'era una volta una maestra
che amava la poesia,
le similitudini,
le emozioni che passano attraverso le parole
e che provava ad infilare tutto questo
nei suoi giorni in classe,
tra i dettati e le letture,
tra i testi e i pentagrammi.

Credits
Le feste erano poi una sua ossessione:
come ricordare la Pasqua,
cosa portare a casa a Natale.


Pure i suoi allievi lo sapevano
e da giorni ripetevano:
"Maestra,che ci fai fare per la festa della mamma?".


In realtà,la maestra,
era già abbastanza pronta,
dopo serate sul web,
e dopo una ricerca attenta su cosa offrivano  armadi,
ripostigli,scatoloni
sparsi per l'aula.


Si ricorda che la maestra era ben poco ordinata,
ma ,in definitiva,
riusciva sempre a recuperare
il materiale necessario.

Credits
Dunque al termine di una mattinata
lei riuscì a commuoversi
leggendo certe descrizioni
e tenendo tra le mani
piccoli manufatti
creati con fatica da questi bimbi
molto digitali
e poco abituati
a tagliare,incollare,dipingere.


Storie di mamme
con i loro figli,
raccolte di desideri
che hanno lasciato di stucco la maestra.


Questi bimbi,
non volevano l'impossibile,
non viaggi ai Caraibi
o regali costosi,
ma un'ora al giorno
per fare una torta assieme,
per raccogliere le viole su in collina,
per fare shopping con la mamma,
soli,soletti
anche senza comprare nulla.

Possibile,
si chiese lei,
proprio questi alunni,
lanciati con velocità nel mondo,
tirati tra una lezione di tennis
ed un'ora di ballo,
che si addormentano spesso davanti alla televisione
e giocano con il cellulare dei genitori...

Proprio loro,
che descrivono con leggerezza e poesia
le loro mamme così tanto diverse
e lontane.

Ad alcune piacciono le uova e il verde,
ad altre il giallo e il silenzio.

Ce ne sono di alte e magre come un girasole,
e poi quelle con gli occhi come un'onda,
ed anche le amanti dei risotti,
pure con le ortiche o le fragole.


Dopo una tale scorpacciata
di emozioni,
la maestra avvolse il regalo con un nastro,
lo spruzzò di profumo,
preso in prestito alle rose,
quelle che stanno esagerando in colore e forme
nel suo giardino
e li vide uscire 
leggeri e contenti.


Ed è per questo che  le piace,
che ogni tanto si diverte.
Come quando inserisce un intruso
tra le piante spinose di Noah
o si trova senza parole
(e non è una cosa facile)
allo sbocciare
di una rosa
che ha atteso per un anno.

C'era una volta una maestra,
che era anche mamma
e ne aveva di motivi per cui essere felice,
le vennero subito in mente quattro nomi
e il suo regalo con il nastro fu pronto.


Maria Sole,
Benedetta,
Lorenzo,
Tommaso...

Happy Mother's day