martedì 20 febbraio 2018

Arte in classe:Henri Rousseau




Tutto è cominciato dal Carnevale.
Poi è continuato dall'incontro con lei,maestra Gabriella,
un' insegnante stratosferica che ho scovato sul web.


Naturalmente aggiungici gli alunni di una quarta elementare
che adorano immaginare,
disegnare,
raccontare storie
e scoprire il nuovo nascosto
tra i colori di un quadro.


Se si ha una lavagna interattiva multimediale
con un buon collegamento ad internet
è ancora meglio.


Non resta che partire
lasciando che i piccoli seguano il percorso che gli hai preparato
ma anche non troppo:
lasciamoci stupire
dai loro occhi,
se possibile.

In definitiva divertiamoci anche un po',
questo è l'essenziale.


Conosciamo l'autore
un tipo molto particolare che credeva nei propri sogni:
Osserviamo i quadri,
fantastichiamo sui personaggi che dipinge.


Perdiamoci un po' dentro la sua " Una sera di Carnevale"
e ci inventiamo delle storie nascoste 
tra gli alberi spogli e i visi enigmatici
di Pierrot e Colombina.


Non serve insistere,
la loro fantasia è strepitosa:
scappano da una festa noiosa
o si vogliono sposare l'indomani.


Non basta,
i confini di quel bosco freddo
e leggermente malinconico
ci stanno stretti,
e li facciamo fuggire.


Vanno ovunque nel mondo:
allo zoo,
sulla spiaggia calda del mare,
nel castello di Harry Potter (proprio lui si è precisato),
nella biblioteca più fornita del mondo,
sulla luna come astronauti
in pasto ai temibili Assiri...


Con una nuvola di tag,
costruita assieme
si chiude il lavoro,
o forse no,
perché ancora si pensa ai due vagabondi,
 di certo innamorati,
alla ricerca del luogo perfetto.


Si ride,
si pensa,
si scrive,
si impara,
si trova il "bello"
in un bosco con i rami nudi 
nel cielo.

 Ed io...




giovedì 15 febbraio 2018

Marmellata di arance e anice stellato

Credits

Questo è un inverno duro,come non si vedeva da anni.
E' cominciato presto con giorni di neve e  di vento freddo. 
Praticamente non abbiamo avuto tregua qui in Piemonte:
anche i cieli sereni  hanno ghiacciato le strade e i paesi.


La mia consolazione serale è tuffarmi nella cesta della frutta
e perdermi nell'arancio succoso e profumato degli agrumi:
spremute,torte,ricette salate in cui usare questi frutti prodigiosi.


Ma da tempo mi frullava in testa l'idea di dedicarmi  alla marmellata,
di provare ad imprigionare in un barattolo
la luce,il colore,il gusto delle arance.


Ho girato per un po' di giorni alla ricerca della ricetta facile,
 semplice, correndo anche il rischio di sbagliare e 
sui banchi del mercato 
ho comprato le arance Taroccole Washington navel ,le Moro.


Dopo averle pulite e tagliate a pezzi
(niente scorzette...),
le ho messe nella pentola con lo zucchero
(400 g per ogni kg di frutta),
vi ho spremuto un limone
ed aggiunto della polvere di anice stellato:
 un nome che m'ispira,
un profumo travolgente,
per non parlare della forma assolutamente irresistibile.

Credits

 E ho cotto,
cotto,
cotto
cercando di addensare in modo naturale
la marmellata.


Un profumo inebriante
ha invaso la mia cucina per giorni
ed i barattoli luminosi pare custodiscano
tutta la luce che l'inverno non ha concesso.


Un mattino ci siamo svegliati così,
con la brina ghiacciata sui rami
ed io l'ho assaggiata:
amara certo,
speziata molto,
dolce quanto basta,
impossibile da dimenticare,
in effetti è venuta con me a scuola
e mi è parso
che ci fosse già più calore.


Soddisfatta.



domenica 11 febbraio 2018

La forma delle parole: tag cloud


Ma che forma hanno le parole?

Tutte quelle dette in un mattino a scuola,
quelle scritte sulla L.I.M.
e quelle bianche di gesso sulla lavagna di pietra?

Quelle per raccontare del Carnevale e riderne insieme,
quelle per capire chi era Henri Rousseau e i suoi quadri naif
(Chi?Vedrete...).

E poi le parole sparse e sussurrate per interi pomeriggi ai genitori
trepidanti,orgogliosi,affranti o sorridenti (i migliori).

Quelle  che mi frullano già in testa al mattino presto
o mi lasciano la sera
quando saluto chi amo.
I testi dei messaggi per dire che ci sono e ti penso
ora che sei un po' acciaccato 
in un letto d'ospedale,
quelle rarissime che ti vengono in inglese,
di certo sbagliate,
parole per nuovi corsi,
per sentirmi un poco al passo in questo mondo.
Alla domanda ho provato a rispondere,
io per nulla tecnologica,
con tutto da imparare.
però mi sono divertita un mondo,
anche con i ragazzi a scuola
e tanto per ora mi basta.

Si va qui
e si prova.
Le mie parole di oggi...

domenica 4 febbraio 2018

E' finito gennaio


L'altro giorno un bimbo di prima mi ha detto:
"Maestra,ti devo dare una notizia,è finito gennaio!".


Ok,ho capito,
mi hai detto che è venuto il tempo di accelerare un poco il passo,
organizzare meglio le giornate,
tornare a camminare,
anche se fa freddo e la comfort zone davanti al caminetto chiama,
intendo di domenica o quando non sono al lavoro.


Dunque si ricomincia.
Per prima cosa ho recuperato della lana
che da un anno stava sugli scaffali:
avanzi di lavori precedenti.


In poco tempo,
seguendo le istruzioni di una rivista,
con un punto traforato,
facile,ma assai gradevole,


(se ne trovano sul web tantissimi,)
ho realizzato una piccola stola rosa
calda e morbida,
per ingentilire un cappotto elegante,
per questi giorni nuovamente freddi.


E' stata poco nel mio armadio perchè
la ragazza di casa
 l'ha usata una sera
e naturalmente,con mia grande gioia,
non l'ha più lasciata.


A scuola ho intrapreso alcuni progetti molto interessanti,
colorati,originali,
creativi,


che hanno raccolto i favori dei bambini,
rallegrando mattinate partite con il cielo grigio di nebbia.
(racconterò...).


Ci sono poi le mie nuove mini cocottes Le Creuset
che si sono rivelate  meravigliose.
 Una sera,
ci ho cotto al forno
delle piccole Quiche Lorraine,
saporitissime,calde,
veloci da fare
e subitaneamente finite,
(alla ricerca di nuove ricette...Gnam,gnam).


Ed io ho risposto:
"Lo so,mio caro,cerca sempre di avvertirmi di questi
cambi di mese,
così non arrivo impreparata!"

Quanto s'impara da loro?




venerdì 26 gennaio 2018

Nuvole Amigurumi



Su richiesta di un'amica ho provato a realizzare queste simpatiche
e morbide nuvole con tanto di gocce volanti.


In inverno ci accorgiamo di loro,
per lo più al mattino o al tramonto quando si tingono di rosso,
si allungano nel cielo contro l'orizzonte,
perché durante il giorno
o il cielo è serenissimo,
o è coperto uniformemente da una coltre grigia.


Direi dunque che è un lavoro che sa già di tempi nuovi,
di quando torneremo a stare fuori
magari senza cappotti e maglioni,
perciò dico grazie a lei,la mia amica,
che mi ci ha fatto pensare.

Secondo me lavorate con il cotone verrebbero meglio,
più precise,
ma ancora mi sento sotto l'influenza della lana.

Ho seguito un modello facile
per le nuvole imbottite di ovatta
qui
e poi le gocce
qui.


Una fila di catenelle
le fa ondeggiare
preparandoci ad aprire gli ombrelli.


Mai lavoro fu più azzeccato:
oggi  da noi
sono previste piogge!




venerdì 19 gennaio 2018

Granny square cocoon cardigan...ovvero il mio bozzolo all'uncinetto


  Esiste un comfort dress?
Un qualcosa che ti fa stare a tuo agio,

caldo ma non troppo,
visto che passo le giornate in luoghi parecchio riscaldati,
morbido,
fasciante,
che ti permette di muoverti,
senza essere eccessivamente elegante,
ma allo stesso tempo originale,
magari nei colori che i tuoi occhi
vedono ogni giorno:
il bianco,
il grigio di certi cieli al mattino,
il nero dei tronchi ancora nudi?


A tale domanda non ho saputo rispondere per giorni,
pur avendo tra le mani una bellissima lana
declinata proprio nei colori dell'inverno.


Ci voleva un modello facile,con poche cuciture (non sono il mio forte purtroppo),
qualcosa da lavorare quando poso il resto,quando ho la mezz'ora per me.
Poi vedo questo...


Praticamente un Granny semplice,
da lavorare fino a che raggiunge la grandezza desiderata.
Nel mio caso
fino a che ho terminato i miei tre gomitoli.


Poi ho cucito i lati seguendo queste istruzioni.
Ho allungato leggermente le maniche
 con alcuni giri di mezze maglie alte con lana  nera.


Nel medesimo modo ho contornato il collo.
Infine,
non ho resistito:
ho lavorato un giro a maglie basse
con un gomitolo di filato nero effetto pelliccia,
leggero e avvolgente al tatto,
direi proprio ciò che ci voleva per rifinire il capo.


"Bellissimo !"
così mi han detto i miei allievi più piccini...
"Lo vorremmo anche noi!"


E' da vedere come mi sono divertita con il figlio più piccolo
nel farmi fotografare
in un pazzesco giorno di vento!



Si',
esiste un comfort dress.