lunedì 16 luglio 2018

Arrivata!


In realtà mi pare ancora di avere lo sguardo fisso sull'orizzonte,
davanti al mare.


Questo è l'effetto che mi fa sempre.

Dal primo attimo in cui lo vedo,quando ancora sono in autostrada,
 al momento di salutare la vacanza,
un ultimo sguardo in basso nella baia incantevole di Mentone:
il mare mi aiuta a pensare,
a ricordare,ad abbracciare gli affetti,
a riflettere,a commuovermi,
ad allargare i confini,
a progettare,a decidere 
e partire.


Mi pare d'essere sempre un po' come un gomitolo srotolato 
e poi quando affondo gli occhi nella sua distesa azzurra,
comincio piano,piano a trovare il bandolo.

Giro dopo giro,
nel silenzio di cicale e onde ,
il filo si arrotola e ritrovo ciò che avevo perso,
il senso.


Mi ancoro ad una parola che mi sembra sia il punto di partenza 
e poi ci annodo le ore,i giorni, il tempo a venire.

Spesso sorrido tra me e me
perché mi pare d'aver capito e 
poi mi concedo del tempo,
che ancora qualcosa rimane da sbrogliare nella matassa.


 Se vivessi sempre al mare non credo 
che sarei la stessa Lorenza che conosco
oppure no,
chissà.


La parola di questo luglio 2018 è "Persistenza",
superare l'esitazione,
immergersi,non trattenersi 
ed allenarsi alla pazienza nello sforzo continuo
verso un qualcosa che si è scelto,
non sottrarsi,
nè dimenticare l'energia 
che si è sperimentata in questi
momenti quasi perfetti davanti a nuvole,cielo e acqua.


Mi chiedo,
succede anche ad altri?




giovedì 5 luglio 2018

I Colori dell'Estate


Di certo,ne sono sicura,l'estate è azzurra:


come certi cieli in montagna,come l'acqua del mare all'orizzonte,come il plumbago,gli agapanti e le ortensie che mi sono state regalate,


come il cotone fresco e lucente che attendeva da anni un mio lavoro...
che la pazienza sia azzurra?


 Però se ci penso con attenzione l'estate è sicuramente verde:


come le mie colline rigogliose per la molta acqua caduta,come l'erba che cresce ovunque e le foglie che si allargano a prendere il sole,come le mattine appena usciti all'aria,nello stupore del fresco che ancora si sente .
In effetti chi non desidera un ghiacciolo alla menta per frenare l'arsura?


Ma il giallo,l'arancione il rosso non possiamo  dimenticarli,l'estate è anche questo:


come i tramonti sugli scogli,la bruma su in montagna sotto il sole,l'abbronzatura che colora le nostre pelli candide,come il filato nuovo un po' ambra,un po' arancione che mi porterò al mare e che mi dà allegria...
sarà perchè prima di una vacanza c'è sempre qualche motivo per cui ridere.


Il rosa e il violetto ,poi ,non mancano mai,sono più discreti,appoggiati ai muri o nascosti tra le siepi:
come le mie ortensie fiorite all'ombra,come le case scrostate dal tempo e dal vento in Liguria,come l'alba precoce che non vedo quasi mai ,ma che sento attraverso il canto degli usignoli ,come la lavanda profumatissima che sa di sole e di silenzio...
alcune api,i bombi e le cicale, che cosa desiderare d'altro?


Il bianco si sparge sui vestiti,nelle case e sui petali della  mia rosa Iceberg che si ostina a sfidare il caldo,tra la schiuma delle onde,nelle rocce lontane da raggiungere,nei cotoni dimenticati che potrebbero sempre servire,nei progetti e desideri da scrivere su pagine nuove.

Credits

Credo potrei continuare ancora per tanto,cominciando magari dal color ruggine,terracotta,mattone che pare sia la moda del momento,da indossare,da portare in casa,da lavorare all'uncinetto,
da scoprire su vecchi portoni e sulle facciate di case 
che vogliono raccontare il passato.

Credits

E per voi quali sono i colori dell'estate  e come vi ispirano?





mercoledì 27 giugno 2018

Prima Festa del Solstizio d'Estate e la Juta Bag


A volte le occasioni fortuite ti indirizzano e 
nel mio caso ti danno un'ispirazione.

Metti insieme la fine della scuola e degli impegni per me,
la mancanza del marito che è via per lavoro e quindi io dormo sola,
l'avvicinarsi del solstizio d'estate con giornate lunghe e calde,
la fioritura perfetta della mie ortensie ed il giardino finalmente in ordine,
la necessità di salutare il piccolo che poi va via una settimana...


Ed ecco che salta fuori l'idea:
"Se facessimo la festa di Midsommer ,
ovvero se festeggiassimo per la prima volta l'arrivo dell'estate?"

Tutti d'accordo compreso il piccolo che di festeggiare non ne ha mai abbastanza.


Prima però ho terminato in velocità la mia juta bag.


Non è stato facile lavorare questo filato,
un po' rustico e grezzo,
ma il risultato mi ha ripagato delle fatiche.

Ho voluto rendere più difficile il compito
intrecciando i lati della borsa col punto canestro,
non complicato(lo trovate qui),
ma bisognoso di attenzione e di scioltezza nelle mani.
Naturalmente la base è ovale (qui)
a mezze maglie alte usando il filato doppio 
per irrobustirla.


Ho cucito, come sono capace,
 i manici
che avevo acquistato
a Torino.


Adesso sono pronta 
che la festa cominci.
Ecco il programma:
  • Pomeriggio con la piscinetta sul terrazzo a sguazzare tra dinosauri e pezzi di torta.
  • Cena in pizzeria con Benedetta e Tommaso e Noah che mangia ridendo pure il dolce.
  • Genitori di Noah che si concedono una seratina tranquilla da innamorati.
  • Maritino che mangia wurstel e patate in quel di Germania e ci invidia.
  • Lorenzo che a Dallas sta a 40 gradi guardando con golosità il nostro bonet.
  • Passeggiata  serale attorno ad un castello affondando gli occhi nel tempo e in mille ortensie bianche.
  • Luci accese sul  terrazzo nella notte fonda,fino a che le lucciole ci circondano.
  • Nanna nel lettone raccontando storie e cantando vecchie canzoni.
  • Silenzio dei sogni per tutti :ci potrà essere qualcosa di più bello?



Credits:Castello di Lagnasco
Il ricordo di quella giornata
ci accompagnerà per un pezzo e credo che anche lui non la dimenticherà.

Come han detto tutti in famiglia:
"Tanto si ripete,è solo la prima!"

"Promesso"



giovedì 21 giugno 2018

Summer


Alzarsi la mattina presto;
fare colazione da sola nel silenzio della cucina;


programmare attività e lavori nei dettagli 
e poi fare diversamente;
ascoltare i grilli;


tagliare l'erba con il decespugliatore
maledicendo il giorno in cui si è  deciso
che potevo farcela
e poi accomodarsi assaporando l'odore della terra
e della  fatica;


trascorrere ore ad ascoltare i figli
portandoli in giro sull'auto rovente
(mai che funzioni il condizionatore);


attendere che i figli tornino
con le loro avventure negli occhi;


mangiare gelati e frutta invece che preparare 
il tavolo per il pranzo;


osservare i gatti dormire all'ombra;
preparare marmellate
inondando la cucina di profumo e calore;


raccogliere le rose essiccate a maggio
e avvolgerle in una ghirlanda semplice 
(credo che adesso sia il mio "mood");


aver bisogno di pochi pensieri,
per fare un po' di vuoto e ritrovare le energie;
stupirsi per le lucciole;
mangiare pomodori e raccogliere il basilico in giardino;


andare in montagna
ed accettare le nuvole e il fresco;


fare il pieno di sole;


camminare sulla spiaggia 
dimenticando da dove si è partiti;
posare la cartella di scuola
con l'intento di metterla a posto
e poi
aprirla a settembre;


pulire e sistemare la casa, 
dopo mesi di abbandono
e gioire dell'ordine temporaneo delle cose;

cenare sul terrazzo lottando
e perdendo con le zanzare;
ridere,
emozionarsi, 
e scrivere 
e leggere 
di ricette,di giorni,di amici,di paesaggi,di strade,
di abbracci,
di profumi
pensando che tutto ciò
potrebbe anche non finire
e lasciando che questa illusione 
mi coccoli per qualche tempo:

ecco questo è
l'estate per me.

E per voi?








giovedì 14 giugno 2018

Lorenza Sponge Cake e qualcos'altro


Lunedì scorso stavo cercando la ricetta 
di una torta per il compleanno del mio figlio piccolo.
La volevo un po' esagerata,
tipo sandwich da farcire con panna e fragole.
Mi sono imbattuta nella Victoria Sponge Cake 
e me ne sono innamorata.


In realtà ho pensato subito 
di renderla meno burrosa visto che i "Senior" della famiglia 
rischiano con il colesterolo alto 
e che gli "Junior" hanno la prova costume che incombe.


Ho trovato una ricetta light,
 con olio e latte nell'impasto  
che di certo rendono la torta meno soffice 
ma più adatta al mio caso;
però non ho rinunciato alla farcia 
di panna montata ,
marmellata e fragole fresche.


Mentre assaporavo il piacere di offrirla al ragazzo
e di festeggiare la sera,
ho ricevuto una notizia
che ha gelato il mio sorriso.

Il suo anno scolastico,
non dei migliori,
e si sapeva,
ha avuto un esito assolutamente nefasto,
la parola più adatta...
non ce l'ha fatta,
deve ripetere,
bocciatura.

 Da quel momento ho perso le parole:
"Come glielo dico?"
"Proprio il giorno del compleanno?".


Mille pensieri mi hanno attraversata
e pure la delizia di fragole
mi è parsa meno profumata ed allettante.

 Poi il tempo è passato
e il ragazzo è parso tranquillo:
si è trovato circondato dall'affetto dei fratelli,
dei compagni di classe
e credo anche un poco dalla mia Sponge cake
senza burro.


 Non ci resta che andare avanti,
come sempre,
le decisioni arriveranno.

Nella notte ho trovato questa poesia di Neruda
e l'ho aggiunta ai suoi regali.

Servirà anche a noi,
famiglia non perfetta.

Intanto la torta sta finendo,
ed è pur sempre
una Lorenza Sponge cake
o quasi
e di questo sono certa.



...Non amareggiarti del tuo fallimento né attribuirlo agli altri.
Accettati adesso o continuerai a giustificarti come un bimbo.
Ricordati che qualsiasi momento è buono per cominciare e che nessuno è così terribile per cedere.
Non dimenticare che la causa del tuo presente è il tuo passato,
come la causa del tuo futuro sarà il tuo presente.
Apprendi dagli audaci, dai forti da chi non accetta compromessi, da chi vivrà malgrado tutto, pensa meno ai tuoi problemi e più al tuo lavoro.
I tuoi problemi, senza alimentarli, moriranno.
Impara a nascere dal dolore e ad essere più grande, che è il più grande degli ostacoli.
Guarda te stesso allo specchio e sarai libero e forte
e finirai di essere una marionetta delle circostanze, perché tu stesso sei il tuo destino.
Alzati e guarda il sole nelle mattine e respira la luce dell’alba.
Tu sei la parte della forza della tua vita.
Adesso svegliati, combatti, cammina, deciditi e trionferai nella vita;
Non pensare mai al destino,perché il destino è il pretesto dei falliti.
Pablo Neruda