giovedì 27 aprile 2017

Diario di bordo di un'avventura straordinaria


GIORNO UNO:SABATO
La conoscenza
Già,una cosa è stare con il piccolo alcune ore,
magari anche con la sua mamma,
un'altra è vivere assieme per quattro giorni
lontano da casa,
condividendo pasti,giochi e nanne
senza attimi di tregua e di confronto
con i genitori.


Io e il nonno,
soli,soletti
in terra straniera,
(Francia)
impariamo a conoscere
il moto perpetuo
di un bimbo di due anni e mezzo:
cosa ti piace,
cosa ti fa impazzire,
cosa ti fa dormire.


E cosa proprio
non dobbiamo fare
se vogliamo sopravvivere:
"Ma quanto è passato
da che avevamo
i nostri figli piccoli?"


GIORNO DUE:DOMENICA
L'esplorazione
Noi conosciamo bene
questo paese della Costa Azzurra,
ma il mese d'aprile non è l'estate
con il caldo e la calca;


il vento è fresco,
le nuvole corrono in cielo veloci,
le strade,la spiaggia
e pure i negozi
paiono diversi,
l'acqua del mare poi è gelida
anche se per lui
è magnifica
e bagnarsi un po'
vuol dire
cambiare continuamente
maglie e canottiere.


Al pomeriggio
quando fa il riposino
scopriamo strade silenziose,


salite e discese
circondate da rose profumate
con il mare,
il blu sempre sullo sfondo.


"Ma quanti giardinetti con giostre
ci sono sotto i pini?"


GIORNO TRE:LUNEDI'
 La routine
Ebbene sì,dopo solo poco tempo
acquistiamo dei ritmi
accettabili per tutti:
si gioca un po' in casa,


si esce in spiaggia,
si mangia con il cioccolato 
a chiudere il pasto,
si dorme sul passeggino
al pomeriggio,


si va ancora a scavare
in altri cantieri sulla sabbia,
si ride,
si corre,


ci si bagna con il nonno,
(sempre sopraffatto dalle onde),
si sta quieti la sera
davanti ad un cartone animato,
ci si coccola
per la nanna nel lettino.


"Ma come è che i nonni
alle 10 di sera sono stravolti
e vanno a dormire con te,
cullati dal tuo ronfare?"


GIORNO QUATTRO:MARTEDI'
La consapevolezza
I giorni volano
e tutti e tre ci ritroviamo
con la pelle ambrata
e un repertorio
di canzoncine,
di frasi,


di piante spinose
da toccare
con la tua manina
(questa volta azzardata e non golosa),


ma soprattutto
io e il nonno
ci rendiamo conto
di aver vissuto
qualcosa di straordinario,
di magico che porteremo con noi
per sempre.


Ritorniamo pensierosi
affrontando code
e traffico,
sussurrandoci
che è stato bello,
che saremo diversi
con lui,
che era proprio come l'immaginavamo.


Anzi di più.
"Nonna quando torniamo al mare?"





venerdì 21 aprile 2017

Cactus Amigurumi


Non che fossero una mia passione.
Per anni li ho ignorati e nel giardino, come in casa ,
erano una presenza sparuta.


Una volta mio figlio Lorenzo
portò un cactus a scuola
per essere descritto,
in seconda elementare credo,
e tutti ce ne dimenticammo,
nel senso che non venne più riportato 
a casa.

Credits

Quando già era alle Medie,
un'insegnante
ci riportò
una pianta cresciuta del doppio,
irriconoscibile,
straripante in un vasetto di plastica:
"Credo sia vostra....".


Poi,
complice il piccolo Noah
che pare affascinato dalle loro forme strane,
dalla pericolosità
delle spine,
in casa hanno iniziato,timidamente,
 a comparire
piccoli cactus
ancora molto trascurati per la verità,


fino allo scorso martedì,
quando mi sono imbattuta (qui)
in carinissime succulente
fatte all'uncinetto
con la tecnica dell'amigurumi.


Così è nata la mia prima pianta grassa
che non punge,
(parole del piccolo),
facile facile
e soprattutto,
visti i miei tempi stretti,
molto veloce da realizzare.


Da ciò è partita la decisione
di crearne altre
seguendo le miriadi di istruzioni 
che si trovano nel web
e magari aggiungendoci qualcosa di mio,
come il bottone lucente
sul fiore.


In realtà vengono bene
 senza contare troppo i punti,
rilassando la mente

Credits

e divertendosi
con l'imbottitura di ovatta.

Credits

Chissà che ora
non arrivi
anche qualche
altra creatura verde,
viva
e un pochino più pericolosa
del mio cactus in vasetto.

Credits:forse sono un po' troppe...

Mi sembra che sappia d'estate,
di caldo e sole...
apposta domani vado per alcuni giorni al mare,
magari ne vedo di strane.


Mi farò aiutare da Noah,
lui ha fiuto.


Mi piace questo assaggio di vacanza.


martedì 18 aprile 2017

Banksiae & co.



Tutto è cominciato da una mia vicina di casa
che mi ha chiesto come mai il mio pero 
avesse i fiori gialli.


Così ho alzato lo sguardo
e la sua opulenza
mi ha preso alla sprovvista.


Mai la mia Banksiae Lutea
ha avuto una fioritura 
così generosa.


Ormai ha raggiunto la cima dell'albero,
lo abbraccia 
in sottili trine
che ricadono ai lati;


spunta tra il fogliame scuro del pero;
pende nel vento;
profuma leggermente l'aria intorno;


è lo sfondo perfetto
per ogni altra fioritura.


 Un inverno
per lo più mite,
un marzo caldo 
e molto soleggiato,
  giorni freschi la notte


e caldi di giorno
ed ecco il risultato.


Me ne starei tutto il giorno
a vagare tra i suoi rami
privi di spine,
a gustarmi appieno il suo giallo brillante
e la luce che emana
contro il cielo carico di blu.


In realtà ho potuto farlo abbastanza
usufruendo delle vacanze pasquali:


mai il mio giardino
è parso tanto ordinato
con le fioriture
che si preannunciano
lente
sui boccioli di rosa,


sui rami delle Spiree,


nei colori accesi delle peonie.


Credo di adorare questo tempo
e provo a portarmelo appresso


quando sono in casa
o tra i banchi in classe:


ogni tanto 
rammento un profumo,


il ronzio dell'ape in aria,
il colore cangiante della rosa Mutabilis
anche un momento difficile
assume una prospettiva nuova.


"Tanto poi esco e 
salgo a perdermi
tra le corolle!".


Altra cosa
è sedersi sul terrazzo
su qualcosa di nuovo
che è apparso 
attorno al tavolo,
quello che ancora
ha una storia interrotta
in garage.


Racconterò...