sabato 13 maggio 2017

Festa della Mamma 2017


C'era una volta
una maestra con il pallino del fatto a mano,
utilizzando quello che c'è,
anche le poche risorse
 che si possono trovare a scuola.


C'era una volta una maestra
che amava la poesia,
le similitudini,
le emozioni che passano attraverso le parole
e che provava ad infilare tutto questo
nei suoi giorni in classe,
tra i dettati e le letture,
tra i testi e i pentagrammi.

Credits
Le feste erano poi una sua ossessione:
come ricordare la Pasqua,
cosa portare a casa a Natale.


Pure i suoi allievi lo sapevano
e da giorni ripetevano:
"Maestra,che ci fai fare per la festa della mamma?".


In realtà,la maestra,
era già abbastanza pronta,
dopo serate sul web,
e dopo una ricerca attenta su cosa offrivano  armadi,
ripostigli,scatoloni
sparsi per l'aula.


Si ricorda che la maestra era ben poco ordinata,
ma ,in definitiva,
riusciva sempre a recuperare
il materiale necessario.

Credits
Dunque al termine di una mattinata
lei riuscì a commuoversi
leggendo certe descrizioni
e tenendo tra le mani
piccoli manufatti
creati con fatica da questi bimbi
molto digitali
e poco abituati
a tagliare,incollare,dipingere.


Storie di mamme
con i loro figli,
raccolte di desideri
che hanno lasciato di stucco la maestra.


Questi bimbi,
non volevano l'impossibile,
non viaggi ai Caraibi
o regali costosi,
ma un'ora al giorno
per fare una torta assieme,
per raccogliere le viole su in collina,
per fare shopping con la mamma,
soli,soletti
anche senza comprare nulla.

Possibile,
si chiese lei,
proprio questi alunni,
lanciati con velocità nel mondo,
tirati tra una lezione di tennis
ed un'ora di ballo,
che si addormentano spesso davanti alla televisione
e giocano con il cellulare dei genitori...

Proprio loro,
che descrivono con leggerezza e poesia
le loro mamme così tanto diverse
e lontane.

Ad alcune piacciono le uova e il verde,
ad altre il giallo e il silenzio.

Ce ne sono di alte e magre come un girasole,
e poi quelle con gli occhi come un'onda,
ed anche le amanti dei risotti,
pure con le ortiche o le fragole.


Dopo una tale scorpacciata
di emozioni,
la maestra avvolse il regalo con un nastro,
lo spruzzò di profumo,
preso in prestito alle rose,
quelle che stanno esagerando in colore e forme
nel suo giardino
e li vide uscire 
leggeri e contenti.


Ed è per questo che  le piace,
che ogni tanto si diverte.
Come quando inserisce un intruso
tra le piante spinose di Noah
o si trova senza parole
(e non è una cosa facile)
allo sbocciare
di una rosa
che ha atteso per un anno.

C'era una volta una maestra,
che era anche mamma
e ne aveva di motivi per cui essere felice,
le vennero subito in mente quattro nomi
e il suo regalo con il nastro fu pronto.


Maria Sole,
Benedetta,
Lorenzo,
Tommaso...

Happy Mother's day



8 commenti:

  1. Tu chiamale se vuoi...... emozioniiiiii!
    Auguri!
    Gio

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  2. Mi ricordi la maestra dei miei (allora) bambini.straordinaria insegnante che riusciva a trasformare in emozione ogni lezione. Come sai fare tu.

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