giovedì 4 dicembre 2014

Muschio

Si andava 
che ancora era Novembre,
prima che il gelo
lo rovinasse.


Io
 e la mia compagnia
salivamo nei boschi
armati di sacchi e scatoloni 
e
ai piedi dei castagni,
in rive scoscese coperte di foglie,
esposte a nord,
 trovavamo
il premio di tanta fatica.


Velluto raso
stillante di pioggia
oppure
piccoli fusti
profumati e morbidi:
il muschio.


Tornavamo nel buio,
immaginando il tavolo
dove i nostri prati in miniatura
avrebbero trovato posto.


Negli anni ho scoperto
quanto delicata
e preziosa fosse questa pianta,
quanto tempo gli occorra 
per rivestire tronchi e muretti.
Per lasciare
che questo incanto
rimanga nei boschi
a tappezzare gli angoli nascosti,
ho deciso
di allestire presepi diversi,
senza il verde vivo.

Quest'anno ho visto questo
e non ho resistito.


Giorno 5)


Muschio disidratato,

ghirlanda di midollino,


un abbraccio di vite,


le renne in cammino
con gli abeti in lontananza,
una stella in alto,
qualche tocco rosso
e una goccia trasparente
per dare luce.


Qualcosa di nuovo,
qualcosa d'antico.


Perché è sui ricordi
che si costruisce la vita:
quel tempo profumato
e semplice,
di me e della compagnia,
oggi 
si è trasformato 
in una novità
da appendere
sul camino.


Come quell'albero
della giovinezza,
costruito
per la gioia 
delle mie piccole.

L'importante è costruire.


E l'abete sotto l'acqua?

Mi sa che è arrivato 
il suo turno.

Giorno 6)



Nessun commento:

Posta un commento