martedì 5 maggio 2015

Masino

D'improvviso,
tra boschi e colline abitate,
appare.


Appena varchi la soglia,
sai che ti trovi nel posto giusto.
Il brusio continuo
te lo conferma.


E nel colpo d'occhio 
fiorito per ogni dove,
tra gazebo eleganti
e postazioni rustiche,
ti accorgi di essere colma.
Per oggi ne avrò a sufficienza.


Anche se ti dai un tempo,
un limite di spesa,
loro ti ammaliano
a tal punto che 
pensi di non poter 
resistere:


in auto ci sarà un nuovo bottino.


Questo è Masino,
in particolare la
"Tre giorni per il giardino".


Un'esagerazione di fiori...
quelli che hai visto nelle riviste,


quelli che invidi nei giardini altrui,
quelli di cui sai i nomi,
quelli ignoti
che ti lasciano senza parole:
tutti li vorresti.


Per non parlare
di tavoli massicci,
decorazioni in salice o ferro,


panche,
alzate per riempire le feste,


quadri e tessuti:
un "issimo" che ti gira in testa per giorni.


Ogni cosa è da vedere.
I piccoli tappezzanti 
discreti nel loro apparire;


l'esuberanza di rose 
aperte in colori e profumi;


le acquatiche nelle semplici tinozze,


gli arbusti che ti avvolgono al passaggio,
quelli che vengono dal Sud
e sanno di venti caldi


e salvie odorose mai viste prima.


Dopo la sosta
tra le spiree 
che cingono il castello,
dando un ordine al prato di mezzo,


si torna


in compagnia
di una "Banksiae alba plena",
una "Scentimental" variegata
ed una piccola "fucsia magellanica".


Il resto,
sarà per un'altra volta.


Adesso starò in ascolto:
loro mi diranno il posto giusto
in cui crescere e fiorire.


Farò memoria delle sue parole.

"Così mi trovo a stare la giornata in un giardino a badare ad alberi e a fiori e a stare zitto in molti modi e dentro qualche pensiero di passaggio, una canzone, la pausa di una nuvola che toglie sole e peso dalla schiena. Vado per il campo con un nuovo alberello di melo da piantare. Lo metto giù, lo giro, guardo i suoi rami appena accennati tentare posto nello spazio intorno. Un albero ha bisogno di due cose: sostanza sotto terra e bellezza fuori. Sono creature concrete ma spinte da una forza di eleganza. Bellezza necessaria a loro è vento, luce, uccelli, grilli, formiche e un traguardo di stelle verso cui puntare la formula dei rami. La macchina che negli alberi spinge linfa in alto è bellezza, perché solo la bellezza in natura contraddice la gravità. Senza la bellezza l'albero non vuole. Perciò mi fermo in un punto del campo e chiedo: "Qui vuoi?" Non mi aspetto una risposta, un segno nel punto in cui tengo il suo tronco, però mi piace dire una parola all'albero. Lui sente i bordi, gli orizzonti e cerca un punto esatto per sorgere. Un albero ascolta comete, pianeti, ammassi e sciami. Sente le tempeste sul sole e le cicale addosso con la stessa premura di vegliare. Un albero è alleanza tra il vicino e il perfetto lontano. Se viene da un vivaio e deve attecchire in suolo sconosciuto, è confuso come un ragazzo di campagna al primo giorno in fabbrica. Così lo porto a spasso prima di scavargli il posto." 
(Tre cavalli, Erri De Luca, Feltrinelli, Milano 1999)

La buca verrà dopo.



5 commenti:

  1. Bellissimo Masino! Peccato non essere riuscito a venirci... confido nella versione autunnale. Comunque grazie alle tue foto ed alle tue parole, è stato un po' come esserci. Ciao

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    1. Grazie!E' stata un'esperienza bellissima!Se puoi la prossima volta facci un salto!
      Ciao

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  2. che spettacolo...immagini e parole!!! complimenti! un abbraccio e buona festa della mamma Lory

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    1. Grazie!Un abbraccio e tanti auguri anche a te!
      Ciao

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  3. Sai Lorenza anche io parlo con alberi e fiori, chiedo loro pareri e spiegazioni di qualcosa che non va e faccio finta di arrabbiarsi quando quel frutto tanto atteso non riesco ad assaggiare. .sembra strano ma questo dialogo mi mette di buon umore .valentina

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