lunedì 19 settembre 2016

Rain


La pioggia,
quando arriva da noi,
battente,continua,
da un cielo basso e nero,
porta via l'estate.


Si sa.


 Torneranno ancora
 giorni sereni e caldi,
ma nulla sarà come prima.


 Anche le colline,
gli alberi,
i boschi se ne sono accorti
e prendono quasi d'improvviso
nuovi colori,
sfumature di umido,
di venti freschi
che chiudono
un tempo.


Noi lo aspettiamo,
il momento delle sciarpe,


le maglie da trovare
in fondo all'armadio,
degli ombrelli
quelli spersi per ogni dove,
dimenticati
in auto o chissà dove.


Eppure
non è tristezza quella che portano le gocce.
Contro il parere di tanti,
a me piace quando piove.


Sentire l'acqua sulle foglie,
il tuono lontano,
la pioggia che vivifica un giardino
sopravvissuto a mesi d'arsura:
a volte mi accomodo sul limitare della porta 
per coglierla fino in fondo.


Questo nasce lontano.
Io e il nonno
stavamo ad aspettarla,
senza un riparo,
con il naso all'insù
per indovinare la prima goccia
e scappare,
ridendo.
Ricordo mille volte,
nella mia infanzia,
le corse
tra una nube e l'altra,
come diceva lui.


Anche se ora mi pare 
che lo scroscio sia più intenso,
non ho paura.
Anzi insegno a Noah a giocarci,
correndo sul terrazzo,
ridendo nel calpestare il bagnato.
Il tempo per asciugarsi,
per pulire le impronte di gatti 
e piccoli piedi
verrà dopo.


Nel sereno di domani
rifletterò sul da farsi:
magari è ora di portare in casa
mazzi d'ortensie,
vedeste che colori!


Like Rain it sounded till it curved by Emily Dickinson

Like Rain it sounded till it curved
And then I knew 'twas Wind -
It walked as wet as any Wave
But swept as dry as Sand -
When it had pushed itself away
To some remotest Plain
A coming as of Hosts was heard
That was indeed the Rain -
It filled the Wells, it pleased the Pools
It warbled in the Road -
It pulled the spigot from the Hills
And let the Floods abroad -
It loosened acres, lifted seas
The sites of Centres stirred
Then like Elijah rode away
Upon a Wheel of Cloud -
   
Come Pioggia risuonava finché non curvò
E allora seppi che era Vento -
Passava umido come un'Onda
Ma soffiava secco come Sabbia -
Quando si era ormai spinto lontano
Nella più remota delle Pianure
Un venire come di Schiere si udì
Che era davvero la Pioggia -
Riempì i Pozzi, allietò gli Stagni
Gorgheggiò per la Via -
Tolse lo zipolo dalle Colline
E lasciò libere le Acque -
Sciolse le terre, gonfiò i mari
I luoghi dei Centri rimescolò
Poi come Elia si allontanò
Su un Carro di Nuvole -



8 commenti:

  1. Anche a me non dispiace la pioggia. Mi fermo sovente sull'uscio ad osservarla.
    Preferisco però quei temporaloni improvvisi, quelli che spengono la luce in pochissimo tempo e sono fragorosi, roboanti. Mi perdo ad ammirare i lampi... che meraviglia!

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  2. L'autunno sta decisamente arrivando sempre più!

    http://dolphincreations.blogspot.it/

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    1. Infatti,lo si percepisce ogni giorno di piu'!

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  3. in città il trascorrere delle stagioni non lo si coglie quasi in nulla.....forse è per questo che non amo l'autunno, del quale non vedo i colori....
    qua pioggia significa disagio, traffico impazzito di auto, confusione immediata sugli autobus.
    qua non esiste il profumo ella terra bagnata....
    E' anche per questo che la città mi sta proprio stancando.....
    un abbraccio
    emanuela

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    1. hai ragione,in città l'autunno vuol dire disagi,ma qui nei paesi si percepisce ancora la sua bellezza!
      Grazie

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  4. a me dipende da momento a volte la pioggia mia piace, altre mi intristisce....ma leggendo le tue parole, mi piace moltissimo. Adoro i tuoi post e le tue foto, complimenti di cuore Lory

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