giovedì 19 maggio 2016

I piloni votivi

Durante le mie peregrinazioni
in auto,
in giro per strade e paesi,
con le  borse della spesa,
con i figli da recapitare a scuola,
i nipoti da prendere,
le betulle o i roseti abbaglianti da cercare,
con lo sguardo assorto,
ho colto una magia.


Un nonnino
 si avvicinava ad un piccolo pilone,
invisibile ai più,
posava un mazzo scomposto
e se ne tornava sui suoi passi.
Lo sguardo della Madonna
perso sui fiori,
per nulla ordinati,
dolcissimo
a ben vedere,
antico
nei colori sbiaditi.


L'immagine,
magari ordinaria,
non mi ha più lasciato,
 così sono tornata
con la macchina fotografica
in cerca di questa
semplice,
lontana,
umile,
per nulla attraente
forma di devozione
che attraversa
le nostre vie distratte.


Nascosti negli angoli,
al centro di mura,


circondati da rose in boccio,


e poi in alto,su strade di montagna,
tra i boschi silenziosi,

Credits

questi piloni votivi
raccontano dei nostri nonni,


od ancor più indietro,


del loro andare,
magari più lento del nostro,
capace di fermarsi,
occhi negli occhi
con qualcosa che sta sopra i cieli.

Credits

Naturalmente anche sul web,
ne ho trovati centinaia,
su colli tra il vento e le nuvole.


Alcuni ancora perfetti
e capaci di raccontare
di fiori raccolti
e di preghiere
appena sussurrate.



Altri
bisognosi di restauri,
consunti dagli anni,
ed ancora
quelli appena rimessi a nuovo
da chi adora le storie
e vuole ancora sentirle,
magari
mentre va
con fare smarrito.

Credits

E se poi cominciassimo a capire
il perché di questi fiori,
dei mattoni uno sull'altro,
dei dipinti
illuminati nella notte,
dell'immobile
che sta con noi...

Mi sa che voglio
un po' fermarmi.
Potrò?
















































3 commenti:

  1. si, ci si può fermare. Esiste la possibilità di farlo. Tanto poi si riparte ...

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  2. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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