giovedì 5 febbraio 2015

Snow

Al primo fiocco
che indugiando nell'aria,
si posa leggero sul vetro,


mi prende un'allegrezza lontana,
un desiderio di bianco
che azzera ogni bruttura,
che rende la notte luminosa 
e i prati di velluto.


Dopo,
e solo dopo,
immagino le strade lente,
la fatica del cammino,
la confusione dei mattini
partiti in anticipo,
bisognosi di pala e di guanti.


Allora prendo in prestito
queste parole
e compongo una storia,
per loro,
ma anche per me:
si può continuare
a vedere
il cielo che cade a piccoli pezzi,
oggi.


Ebbene...
in questa città di gente senza posa,
si andava sotto la neve di fretta,
aprendo ombrelli
e abbassando lo sguardo.


La neve cadeva
e nessuno vedeva:
non un viso sollevato a riempirsi di fiocchi.


Così il vento,
indispettito,
spinse in aria gli ombrelli,
riempiendo l'orizzonte di colori.
Gli uomini furono obbligati
e ad occhi levati,
videro ciò che bastava per quel giorno.


Missione compiuta!
Gli ombrelli tornarono dai loro padroni:
capelli bagnati e sorriso stampato.


Solo uno rimase tra le nuvole.
Sentiva che stava arrivando
un tempo nuovo,
voleva essere il primo
ad annunciarlo,
anche in mezzo alla bufera.
Si sa quale:


il verde.


Per questo
spargo i cuori,
imparati qui,
sottili,
gonfi,
ricamati,
di lana già usata,
posati per ora in fila,
ma pronti a parlarci
di giorni futuri.

Qualcosa da amare.


O d'amore
voglio parlare.
Grazie Michela...

2 commenti:

  1. tu parli sempre d'amore, con una gentilezza ed una sensibilità che ogni tua parola è davvero una carezza.
    5 bellissime giornate con il mio Unai, con Giulia da coccolare ed accudire, preparandole focacce calde e torte di mele, con i giocattoli sparsi ovunque e la sua vocina che chiama " nonna, vieni".
    Aspettavamo la neve, che non è arrivata. Mi godo la tua. Mi godo ogni tua parola. Emanuela

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    1. I tuoi commenti sono come te, una carezza! Fortunato Unai!

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