lunedì 19 giugno 2017

Cucinare soli o accompagnati?


E' una costante di casa mia.
Quando si organizza una festa tutti dicono:
"Non ti preoccupare mamma,noi ti aiutiamo a cucinare!".
Arriva il giorno prestabilito  e mi ritrovo pressoché sola in cucina:
 c'è chi deve studiare,
chi ha la lezione di violino e chi lo deve portare in auto,
chi si era dimenticato di un impegno inderogabile 
e chi di prassi viene mai preso in considerazione 
giacché si proclama incapace tra i fornelli,
il tavolo,le pentole e il Bimby (che sarà mai questo sconosciuto).


 Nella moltitudine delle pietanze che lievitano,
cuociono nel forno e vengono spezzettate sul tagliere 
o lavorate nell'aggeggio sconosciuto,
di solito accade anche che il numero degli invitati salga.
Come si dice,passandomi vicino :"C'è molta roba,poi la avanziamo...Sia mai!".


Dunque mentre la confusione e gli incastri tra una ricetta e l'altra si susseguono
 mi sorge un dubbio:
non è che tutta questa solitudine in cucina sia anche in parte voluta?


E' vero che dopo alcune ore comincio a dare i numeri
 e a lamentarmi sopraffatta dai piatti,le ricette,i dolci,gli antipasti 
che ho intenzione di preparare per 10,18,25 ragazzi,amici ,parenti...


Però,il muovermi a mio piacimento tra sughi,lasagne,pizze 
e torte da guarnire una volta fredde mi soddisfa.
Gioisco di una cottura perfetta 
e mi arrabbio di un paté che poteva venire meglio.


Spesso,soprattutto  in estate,sto scalza,
ascolto musica o canto io stessa,
magari sempre lo stesso ritornello per concentrarmi sui minuti nel forno 
o la verdura da lessare al punto giusto.


Quando poi l'ora si fa tarda,allora qualche anima pia si ferma con me,
anche solo per comporre gli spiedini di frutta (ottimi)
 o spargere le candeline accese sul terrazzo .


Il disordine si placa e come d'incanto ricompaiono tutti a spazzare,
riempire  più volte la lavastoviglie,
abbellire  i tavoli con luci e profumi,
mettendo in frigo il vino per la festa 
e battendo le mani per"l'Angel Cake" che viene sempre bene.


Al termine della festa ,con gli ultimi saluti ,
i piatti vuoti e i sorrisi da ricordare 
e i bei momenti vissuti insieme,
mi dimentico della stanchezza,
del caos solitario e della cucina malmenata da ore di intensa attività.


Ma anche gli altri se lo scordano e ripetono:
"La prossima volta avrò finito gli esami e così cucinerò anche io,vedrai!"


Ci credo?
Lo voglio?







3 commenti:

  1. Sai che alla fine credo che la cosa migliore sia stare in cucina da sole? Alla fine ognuno ha i suoi metodi ed i suoi tempi..e poi troppa confusione non porterebbe a granchè! Invece per i vari preparativi ben vengano gli aiuti! Bellissima cenetta direi :) Complimenti!

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  2. Guarda.... a parte che te la sei cavata alla grande a vedere le foto e a pensare alla mole di lavoro svolto, ti confesso che a volte il vecchio detto chi fa da sè fa per tre non è poi tanto sbagliato. :)

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  3. Mia cara Lorenza attentaaaa che i desideri si avverano e in cucina ti faranno diventare matta, troppe teste disorganizzeranno quello che tu hai sapientemente organizzato, molto meglio da sola, più fatica, più lavoro e più soddisfazione. Un abbraccio!

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