giovedì 30 luglio 2015

Passi

Quelli da fare
in piano,
che corrono veloci,
senza fatica,
magari  saltellando,
tanta è la voglia
di scoprire
il curioso
che si nasconde proprio
dietro l'angolo.


Quanti  i giorni
trascorsi così,
con la sorpresa
di uno specchio immobile
in cui il cielo si fonde.
Bellezza del quieto
che si posa sui nostri tempi.


Da apprezzare
anche se ti pare
d'aver raggiunto
vie consuete.


Passi lunghi,
per grandi distanze,
che manco ne vedi la fine,
con
 l'affanno che ti prende,
assieme alla stanchezza del corpo.


Aguzzi i sensi,
ti dai coraggio,
respiri senza posa
e sali,
scendi,
svolti,
ancora ti inerpichi
ed anche stavolta
il bello ti coglie
ancor di più
attraverso gli occhi
stanchi di sole e di vento.


Bellezza
del condurre,
dell'avanzare
con chi ti sei scelto
e con l'imprevisto
che popola la vita.


Passi tra l'erba,
in leggera discesa,
con il traguardo tra le dita,
gaiezza estrema
nel vedere
anche il più piccolo dei tuoi sforzi,


dare novità,
aggiungere dettagli,
accogliere la semplicità
di batuffoli tra il selvatico:
essenziali e perfetti.


Bellezza del facile
che ogni tanto trovi,
solo per poco,
forse solo per l'attimo
 che lo sai vedere.


Ecco perché
vado a cercare sentieri
su cui posare i passi.


Non sono mai paga.


Chissà quanti azzurri
dietro l'ultima svolta,
e dopo l'altra ancora.


Mai paragonabili
al suo di giro.




2 commenti:

  1. passi e montagna, che mi ricordano i mille passi in quella che per anni è stata la nostra montagna, con i ragazzi allora bambini.Alto Adige, un paesino grande come il presepe di casa, la nostra casa che era il maso più vecchio e bello del paese.
    Passi in salita, con partenza alle 7 del mattino ed io sveglia da ore per preparare un pranzo al sacco che non fossero i soliti panini.
    Passi in salita e le Dolomiti davanti, pensando, ad ogni passo, che nessuna montagna poteva essere bella come quella che avevamo davanti.
    Ho due ricordi, sopra agli altri, sopra ai mille altri.
    Il caffè bevuto sul balcone di legno scuro e gerani rossi, alle sei di mattina, in camicia da notte e piumino( eravamo a 1600 metri).
    Le manine cicciottelle dei mie bambini tra le mie, nella passeggiata serale lungo il torrente, in mezzo ad un gruppo di case dove non c'era neppure l'illuminazione per strada: di solito avevamo a torcia ma, se ci andava bene, c'era la luna piena. E c'era, comunque, sempre il cielo stellato, quello blu trapunto di stelle che c'è solo in montagna, a guidarci e proteggerci.
    un abbraccio
    Emanuela

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    1. La cosa più bella:le manine nelle tue alla luce della luna! !!!Custodisci questi ricordi,sono preziosi! !!Grazie per averli condivisi con noi! !!!!
      Un bacio

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